Matan Levkowich

Mariella Celia è una danzatrice, coreografa, insegnante e pedagoga del movimento. È una educatrice certificata di movimento somatico in Body-Mind Centering®, una ricercatrice indipendente e una terapista di Thai Yoga. La sua ricerca si concentra sulle pratiche di consapevolezza ed espressione che esplorano l'interazione tra corpo, mente e ambiente, sviluppando un approccio in cui la creazione artistica, la pedagogia e la cura sono profondamente interconnesse e reciprocamente arricchenti.

Si è laureata in Danza Contemporanea presso l'Accademia Nazionale di Danza di Roma e ha ulteriormente sviluppato la sua pratica attraverso la danza contemporanea, l'improvvisazione e gli approcci somatici in diversi contesti europei. Possiede anche un Master in Art Therapies presso l'Università Roma Tre e una certificazione come Educatrice di Mindfulness. La sua formazione integra la ricerca sul movimento con lo studio della percezione, dell'incarnazione e delle pratiche somatiche, che costituiscono la base del suo lavoro sia artistico che pedagogico.

Tra il 2008 e il 2011, ha vissuto e lavorato a Berlino, creando performance site-specific in collaborazione con gallerie d'arte e sviluppando progetti di improvvisazione che combinano danza e musica dal vivo. Dal 2013 è attiva come danzatrice e performer, collaborando con artisti e compagnie di fama internazionale, tra cui Emma Dante, Raffaella Giordano, Giorgio Rossi, Mario Martone e Ismael Ivo. Dal 2013 al 2023 è stata artista associata con Sosta Palmizi. Parallelamente al suo lavoro come performer, ha sviluppato la propria pratica coreografica, creando opere come Cielo di marzo per la Compagnia di Balletto dell'Opera di Roma, Sleep Elevation e Bisbigliata Creatura, vincitrice del Premio InDivenire per la Danza 2019. Nel 2022 e nel 2023 ha inoltre creato le coreografie Cell e Click per la Compagnia di Danza dei Licei Artistici della Campania.

Ha collaborato come assistente di Giorgio Rossi in diversi progetti internazionali e lavora come direttrice del movimento per produzioni teatrali, supportando registi tra cui Martina Badiluzzi (The Making of Anastasia, Biennale Teatro 2019), Giovanni Ortoleva e Fabiana Iacozzilli in produzioni per l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”. Dal 2022 è impegnata in una collaborazione artistica in corso con l’artista del suono Ivan Macera, sviluppando progetti che uniscono pratiche coreografiche e installazioni sonore. L’insegnamento è stato una dimensione centrale della sua pratica professionale negli ultimi 23 anni. Attualmente insegna danza presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” a Roma e nel Programma di Master in Teatro, Pedagogia e Didattica presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli.

 

Body-Mind Centering® (BMC®) is a somatic approach developed by Bonnie Bainbridge Cohen that explores the relationship between body, mind, and environment through movement, touch, and perception. Rooted in experiential anatomy, it invites a direct exploration of the body’s systems and developmental processes as they shape movement, learning, and human interaction. By integrating sensation, imagination, and action, BMC® expands embodied awareness, enriches expressive possibilities, and supports a deeper understanding of lived experience.

 

Titolo del laboratorio:

DAL BMC® AL TEATRO FISICO (prima parte)
Il Sistema Scheletrico: incarnare la Forma, articolare la presenza
Come l'architettura delle nostre ossa influenza il modo in cui abitiamo lo spazio, ci relazioniamo con gli altri e ci immaginiamo nel mondo?
Attingendo all'approccio Body-Mind Centering® sul sistema scheletrico, questo laboratorio esplora le ossa non solo come una struttura fisica, ma come una fonte viva di supporto, chiarezza e presenza.
Attraverso esplorazioni somatiche guidate, i partecipanti indagheranno le qualità di peso, allineamento, volume e forma, scoprendo come diverse qualità di incarnazione possano dare origine ad atmosfere, paesaggi emotivi e mondi immaginativi.

Man mano che il lavoro si sviluppa, lo scheletro diventa un terreno creativo da cui possono emergere personaggi, relazioni, immagini e narrazioni. La forma diventa un gateway per la creazione: ciò che viene percepito nel corpo si trasforma gradualmente in materiale espressivo e teatrale. L'esplorazione individuale si espanderà nell'improvvisazione e nella composizione collettiva, permettendo all'esperienza incarnata di evolversi in paesaggi drammaturgici condivisi. Muovendosi tra percezione interiore ed espressione teatrale, il workshop offre un viaggio dalla consapevolezza somatica al teatro fisico, dove il corpo stesso diventa fonte di significato, immaginazione e creazione.

 

DAL BMC AL TEATRO FISICO (seconda lezione)
Incorporare lo Spazio e Articolare le Relazioni
Come percepiamo lo spazio dentro di noi? Come emergono le nostre relazioni con gli altri e con il mondo che ci circonda da quell'esperienza?
Traendo ispirazione dall'embriologia e dai primi schemi dello sviluppo umano, questo laboratorio esplora il corpo come un paesaggio vivente e tridimensionale. Attraverso esplorazioni somatiche guidate, i partecipanti approfondiranno la consapevolezza del volume interno, scopriranno nuovi modi di abitare lo spazio e coltiveranno un senso più integrato della presenza.
Da questa esperienza incarnata, esploreremo la relazione tra gesto, sensazione, intenzione e direzione. Semplici frasi di movimento diventano un campo di indagine in cui lo spazio non è semplicemente uno sfondo per l'azione, ma un partner attivo nel processo creativo.

Man mano che il lavoro si sviluppa, queste strutture di movimento saranno trasformate, decomposte e ricombinate, aprendo percorsi verso l'improvvisazione collettiva e la composizione istantanea. Attraverso l'ascolto, l'attenzione e la reattività, i partecipanti esploreranno come immagini, relazioni e drammaturgie possano emergere dall'interazione dinamica dei corpi nello spazio.
Muovendosi tra percezione, movimento e immaginazione, questo workshop esplora come la drammaturgia possa emergere dall'interazione di corpi, spazio e relazioni, nel sottile territorio tra essere mossi e muoversi.